LA VERITA’ FA MALE …A CHI FA FINTA DI NON SAPERE!

Nazionale -

 

Molti di voi aspettavano un nostro comunicato dopo le trasmissioni di Rai 3 - "Report" - di lunedì 18 ottobre oppure dopo "Anno Zero"  di giovedì 21 ottobre, nelle quali è emersa un’ immagine della gestione ACI, coinvolta nello spreco di denaro pubblico.

 

Volutamente, non abbiamo scritto subito, perché abbiamo provato a fare una riflessione, che porti a proposte concrete. Vogliamo partire, anzi ripartire, da dove ci eravamo lasciati nel mese di giugno 2007, dopo la lunga battaglia per evitare lo smantellamento della funzione pubblica dell’Aci.

 

Crediamo che solo ripartendo da una seria proposta di riforma - che migliori l’efficienza del servizio pubblico  reso al cittadino - saremo più forti, perché solo con  delle azioni concrete possiamo smentire le solite campagne mediatiche, che mirano ad erodere la Pubblica Amministrazione (ben altra cosa sono le denuncie giornalistiche dei centri di male affare).

 

L’RdB aveva chiesto, da tempo, ai vertici dell’amministrazione, di cambiare il passo e di portare al  tavolo di discussione delle proposte concrete, dove valorizzare il ruolo pubblico dell’Ente, ma non attraverso progetti d’immagine che non portano nè soldi nè fama, ma con proposte concrete, dove l’Aci si proponga come motore trainante del settore automobilistico.

 

Invece, negli incontri, pochi per la verità , avvenuti prima dell’estate (ricorderete gli articoli di RdB) siamo sempre stati tenuti in sala d’attesa , mentre l’Aci se ne stava a prendere schiaffi al posto di altri: vedi ad esempio le vicende relative al contenzioso in Lombardia.

 

Abbiamo sempre affermato, nei vari incontri con i vertici dell’Ente, di non condividere  la politica intrapresa  verso le società collegate, verso gli A.C. e verso la Federazione del mondo Aci, ma  ci veniva sempre detto che bisognava volare basso, che non era il caso di alzare il tiro, che ci sarebbero stati tempi migliori e che c’erano delle proposte nel cassetto da tirare fuori nei tempi e nei luoghi giusti.

 

Ora ci sembra il momento di superare le parole e passare ai fatti.

 

Non sarà certo la targa personale (obbligo di legge) un progetto che potrà rilanciare l’Ente sul mercato; né la speranza di riacquisire le convenzione per la gestione delle Tasse Automobilistiche con alcune Regioni. E’ tempo che l‘Amministrazione porti al tavolo negoziale  un progetto chiaro e trasparente che spazzi via ogni zona d’ombra,

perché solo cosi si potrà ridare dignità ai lavoratori pubblici di quest’Ente, che ogni giorno mettono la propria faccia nell’erogazione dei servizi pubblici al cittadino automobilista.

 

Se la difesa del servizio pubblico e la conseguente credibilità dell’Aci devono passare, attraverso la riforma dell’Ente e la reinternalizzazione di attività - che oggi sono date a società private anche se collegate all’Ente - che questo avvenga!

 

Se si deve procedere alla netta divisione tra pubblico e privato, che questo si faccia!

 

Ma sia chiaro che è ora di dire basta all’immobilismo, perché questo ci porterà solamente  a prestare il fianco ad attacchi di ogni genere, con il probabile effetto di smantellare il servizio pubblico.

 

Noi siamo disponibili a collaborare insieme a tutti coloro che lo vogliono, per mettere in campo tutti gli strumenti necessari ed utili per un rafforzamento dei servizi pubblici a tutela dei cittadini, ma non siamo più disponibili ad una politica di attesa e di immobilismo, che di sicuro non porta benefici nè ai dipendenti nè ai cittadini.

USB Pubblico Impiego ACI