CONSULTAZIONE DELLA RdB SUL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL PARASTATO: PLEBISCITO PER I NO

Nazionale -

 

Più che incoraggianti i primi risultati della consultazione promossa dalla RdB Parastato sul rinnovo contrattuale.

 

I lavoratori non hanno creduto alla farsa orchestrata da Cisl e Uil, inequivocabilmente all’INPS, INAIL, INPDAP ed ACI hanno bocciato sonoramente l’accordo raggiunto in meno di 3 ore prima della pausa natalizia.

  

Nonostante svariati tentativi di far fallire la consultazione con inviti a non votare, con raccolte di firme, contro la consultazione - ma fatte passare come referendum - consultazione alternativa per affermare che l’accordo per il biennio economico 2008-2009 è un buon accordo, all’ACI si è espresso circa il 60% dei lavoratori e più dell’87% ha detto NO a questo rinnovo economico.

 

La crisi globale non può essere usata come giustificazione da Cisl e Uil per firmare un contratto che non solo fa perdere potere d’acquisto, ma destruttura completamente i diritti conquistati dai lavoratori con anni di dure lotte.

 

33 Euro Lordi mensili in tre anni, compreso l’aumento della quota variabile del salario accessorio che diventa “discrezionale”, triennalizzazione dei contratti, mancato recupero dei tagli all’incentivo, calcolo dell’inflazione solo sul tabellare e decurtato dei costi del “petrolio”, inventandosi un nuovo parametro l’IPCA (Indicatore dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo, decurtato dei costi energetici), la proposta di portare a 65 anni l’età pensionabile per le donne, le leggi ammazza precari, la pressione fiscale sui salari, lo scippo del TFR, i “grandi manager” che continuano a percepire stipendi da favola mentre la gente comune non arriva alla terza settimana del mese, gli ulteriori sgravi fiscali e contributivi alle imprese, hanno ormai snervato i lavoratori dipendenti.

Non possono chiederci di rilanciare i consumi con salari indecenti, il mondo del lavoro non è disposto ad accettare oltre.

Questo è il messaggio che oggi i lavoratori dell’ACI e del Parastato tutto hanno dato a coloro che vogliono far pagare la crisi ai dipendenti pubblici. 

                      

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