... a proposito della riunione del 3 agosto 2020

Roma -

A PROPOSITO DELLA RIUNIONE DEL 3 AGOSTO

 

Lo scorso 3 agosto si è tenuta una riunione relativa al pagamento delle indennità e la trattativa sul nuovo protocollo condiviso con le modifiche atte ad organizzare gli uffici in vista della riapertura di questi ultimi.

Per quanto riguarda le indennità, fermo restando che l’USB in sede di rinnovo del contratto integrativo intende chiedere una rivisitazione completa degli istituti indennitari previsti in ACI, sembrava si fosse arrivati a degli accordi di massima per consentirne il pagamento ormai non più procrastinabile.

Per quanto riguarda invece il protocollo condiviso che regola il rientro in servizio, diversi sono i punti sui quali l’Amministrazione e le OOSS non hanno raggiunto un accordo.

In particolare l’USB, fermo restando la esigenza della riapertura degli uffici, ritiene che si debba considerare come data di riferimento quella prevista dal decreto attualmente in vigore ovvero quella del 15 settembre, mentre l’Amministrazione intende riaprire gli uffici a partire dal 1 agosto.

Inoltre l’USB ha chiesto che venisse inserita all’interno del protocollo, la previsione del mantenimento delle categorie riferibili ai punti 2 e 3 (genitori di figli in età scolare e pendolari), vista ancora l’incertezza sulla modalità di riapertura delle scuole e la proroga delle misure di distanziamento su metropolitane, autobus e treni, rendendo di fatto difficoltoso per i pendolari il raggiungimento della sede di lavoro.

A causa del mancato raggiungimento dell’accordo sul protocollo condiviso, l’Amministrazione inspiegabilmente ha lasciato il tavolo e non si è potuto dare seguito neanche all’accordo relativo al pagamento delle indennità. La percezione da parte nostra è che la firma sul protocollo condiviso rappresentasse “do ut des”, ovvero che fosse preliminare a quella dell’accordo sulle indennità, ma così facendo si continua a rinviare per l’ennesima volta il pagamento ai lavoratori di quanto legittimamente spetta loro.

L’USB stigmatizza questo atteggiamento sui tavoli e ribadisce che non accetterà ulteriori proroghe del pagamento di quanto dovuto.

Infine l’USB non si stanca di riaffermare l’assoluta necessità che l’Amministrazione recepisca l’art. 87 del decreto sull’emergenza che stabilisce l’attività in modalità agile come quella ORDINARIA che come tale non può privare il lavoratore di tutte quelle voci che concorrono alla retribuzione reale complessiva, comprensiva di indennità e buoni pasto (riconosciuti ai lavoratori delle Società in House dell’ACI), sui quali ancora una volta l’Amministrazione fa orecchie da mercante.

Nel caso perduri la situazione di stallo che si è creata, l’USB intraprenderà tutte le iniziative che riterrà opportuno per vedere riconosciuti i diritti che continuano ad essere disattesi.

p/USB PI

Coordinamento ACI

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